Itinerari di provincia di Catania

A Catania con Vincenzo Bellini

DI Riela Concetta

Il cigno catanese: Vincenzo Bellini. L’appellativo di cigno deriva dall’eleganza e dalla delicatezza del suo stile musicale. Egli nacque a Catania nel 1831 ed e’ il simbolo di questa città in quanto la caratterizza a 360°: dall’arte, alla cultura fino alla gastronomia. Egli ha dato e da’ attraverso il ricordo della sua figura, splendore e notorietà alla città di Catania, ma anche alla Sicilia attraverso, per esempio, il Bellini Festival che quest’anno l’8 e il 10 luglio inizierà al teatro antico taorminese con la rappresentazione della “Norma”  per proseguire poi a catania. Questo evento è stato molto apprezzato anche a livello internazionale, e prova ne sono le centiania di biglietti venduti.
L’importanza di Vincenzo Bellini è testimoniata anche dal fatto che il suo volto fu raffigurato nella 5°serie delle 5000 lire e da ciò si può dedurre come quest’uomo fu,in un certo senso,anche un simbolo nazionale.

Il percorso che vi propongo si sviluppa in luoghi da lui vissuti, edifici e statue a lui dedicati e sapori  a lui omaggiati al fine di vivere un pezzo di storia della città di Catania segnata da un uomo che ha lasciato un segno forte dentro e fuorila sicilia.

Informazioni sul percorso turistico
Tipo di percorso:Trekking urbano
Durata: mezza giornata circa
Lunghezza:1300 m. circa
Luogo: Catania
Difficoltà: facile
Punto di partenza: Piazza San Francesco 3 (CT). Orario di partenza consigliato:ore 9.00


L’itinerario turistico
Prima tappa
Museo Belliniano e casa natale.Via San Francesco d’Assisi 3. Orari d’apertura: tutti i giorni dalle 9 alle 13. Costo biglietto: €5,00 prezzo intero; €4,00 prezzo ridotto per universitari; €3,00 prezzo ridotto per gruppi

Il Museo civico belliniano è un museo con sede a Catania, ospitato nelle sale del primo piano del Palazzo Gravina Cruyllas, una delle tante nobili residenze dei Principi di Palagonia, in piazza San Francesco, di fronte all’omonima chiesa, insieme al Museo Emilio Greco.Occupa la casa in cui il compositore Vincenzo Bellini nacque il 3 novembre 1801 e trascorse i primi sedici anni di vita. Dal 1919 il Real Circolo Bellini di Catania costituì un Comitato presieduto da Di Stefano Giuffrida e poi da F. Anastasi, che raccolse fondi per unirli a quelli ottenuti mediante la sottoscrizione promossa dalla “Tribuna” di Roma. Fra i primi sottoscrittori vi furono il Re, Mussolini e tutte le più alte personalità della politica, dell’arte e della letteratura.
Il Decreto del 23 novembre 1923 dichiarò Monumento Nazionale la casa di Bellini.
Difficoltose pratiche ritardarono l’attuazione del Museo, fino a che l’interessamento di Antonino Grimaldi determinò, con l’incarico a Benedetto Condorelli, la costituzione.Il Museo Belliniano è stato inaugurato il 5 maggio 1930 alla presenza di Vittorio Emanuele III. La casa nativa di Vincenzo Bellini, divenuta museo, fa parte dell’attiguo palazzo dei Gravina Cruyllas, edificato originariamente sulle rovine dell’antico Odéon e del Teatro Greco. Dal 1950 al 27 luglio 1968 il Museo fu diretto da Francesco Pastura, autore della monografia belliniana Bellini secondo la storia (Guanda, Parma 1959). Il museo, che occupa tre stanze e due piccoli vani, è organizzato cronologicamente: l’appartamento, di appena cinque stanze, è occupato per intero da cimeli che ripercorrono la vita del Bellini e della sua famiglia; dipinti, libri, spartiti originali, strumenti musicali e la maschera mortuaria del compositore.

Seconda tappa: Cattedrale di Sant’Agata e tomba di Vincenzo Bellini. Percorrere via V.Emanuele e arrivare in Piazza Duomo (totale tempo:7 min. circa 300m): .Orari di apertura: tutti i giorni dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 18.

La Cattedrale di Sant’Agata è il duomo di Catania ed è ubicata sul lato est della omonima piazza. È dedicata a Sant’Agata, la santa, vergine e martire, patrona della città di Catania.Il tempio è stato più volte distrutto e riedificato dopo i terremoti e le eruzioni vulcaniche che si sono susseguite nel tempo. La prima edificazione risale al periodo 1078-1094 e venne realizzata sulle rovine delle Terme Achilliane risalenti ai Romani, su iniziativa del conte Ruggero, acquisendo tutte le caratteristiche di ecclesia munita (cioè fortificata). Già nel 1169, un terremoto catastrofico la demolì quasi completamente, lasciando intatta solo la parte absidale. Nel 1194 un incendio creò notevoli danni ed infine nel 1693 il terremoto che colpì il Val di Noto la distrusse quasi completamente.I resti normanni consistono nel corpo dell’alto transetto, due torrioni mozzi (forse coevi al primitivo impianto) e le tre absidi semicircolari, le quali, visibili dal cortile dell’Arcivescovado, sono composte da grossi blocchi di pietra lavica, gran parte dei quali è stata recuperata dall’anfiteatro romano. Porzioni di muro d’ambito e il muro di prospetto sono stati inglobati dalla ricostruzione. appoggiata ad uno dei dodici pilastri che separano la navata da quella centrale, si trova la tomba del musicista catanese Vincenzo Bellini.Il monumento funebre è in marmo bianco e bronzo e porta inciso l’incipit dell’aria de La Sonnambula:« Ah! Non credea mirarti si presto estinto fiore… » Inizialmente Bellini fu sepolto nel cimitero Père Lachaise, dove rimase per oltre 40 anni, vicino a Chopin e a Cherubini. Nel 1876 la salma fu traslata nel Duomo di Catania. La tomba fu realizzata dallo scultore Giovanni Battista Tassara

Terza tappa: Teatro Vincenzo Bellini. Proseguire per via V.Emanuele, girare a sinistra per via Sant’Agata, procedere per Piazza Scammacca, prendere la via Pulvirenti e poi girare a sinistra su via Maria Callas (totale tempo 10 minuti 555 m.) Visite guidate(consiglio vivamente di farla e non fermarsi solo all’aspetto esteriore del Teatro):Martedi’-Mercoledi’-Giovedì-venerdì-Sabato dalle 10 e dalle 12:30  Durata visita:30/40 min circa Costo visita:€5prezzo intero € 3under 18


Il Teatro Massimo “V. Bellini”, costruito su progetto dell’architetto milanese Carlo Sada, fu inaugurato nel 1890.L’evento fu celebrato con la rappresentazione di “Norma”, il capolavoro del grande compositore catanese al quale era stato intitolato il Teatro. Fu una grande serata vissuta intensamente, in una sala illuminata da tremolanti fiammelle di gas arancione a forma di farfalle, che contribuirono a rendere particolarmente suggestiva l’atmosfera. Il “Bellini” dispone di un’orchestra di 105 elementi, di un coro di 84 elementi, di un nutrito gruppo di tecnici di palcoscenico, di laboratori scenografici che negli ultimi anni hanno realizzato allestimenti di Ezio Frigerio, Pet Halmen, Maurizio Balò, Hugo de Ana, Luciano Ricceri, Dante Ferretti, Franca Squarciapino.

Quarta tappa: Statua di Vincenzo Bellini. Da Piazza Vincenzo Bellini procedere per via San Giuliano e percorrerla fino via Etnea.Svoltare a destra su Via Etnea e percorrerla fino Piazza Stesicoro (totale tempo 10 min circa m. 700)

Il monumento venne realizzato dallo scultore Giulio Monteverde, su commissione del comune di Catania, ed inaugurato il 21 settembre del 1882. La sua ubicazione rimase in sospeso fino alla fine in quanto non si riusciva a decidere dove sistemarlo. Un gruppo di catanesi voleva porlo di fronte al Teatro Massimo Bellini allora in costruzione, altri al posto della fontana dell’Elefante in Piazza Duomo. Soltanto alla fine prevalse la proposta di innalzarlo in Piazza Stesicoro. Il monumento, completamente in marmo bianco, ha base quadrata ed è alto quindici metri. Il basamento ha forma di parallelepipedo alta circa tre metri. Su questa base poggiano sette gradini, ad indicare le note musicali, che salgono a tronco di piramide. Alla sommità della scala si innalza una colonna a forma quadrata sulla cima della quale è posta una statua di Vincenzo Bellini seduto su di una sedia. Ai quattro lati della colonna sono poste quattro statue come allegoria delle sue quattro opere più celebri: Norma, I puritani, La sonnambula e Il pirata. Una cancellata bassa in ferro battuto fa da contorno al monumento.

Quinta tappa: Pranzo con la Norma al risotrante “Etna Rosso”. Proseguire per via Etnea fino al num 260 (tempo totale circa 5 min. 280 m.)

La leggenda della pasta alla norma: un giorno, durante un pranzo tra artisti, arrivò a tavola un piatto di spaghetti cotto nel forno, condito con ricotta salata, salsa di pomodoro, melanzane fritte e basilico. Alla fine Nino Martoglio, il noto commediografo catanese, ispirato dai sapori e dagli odori della pietanza, esclamò: Ma questa è Norma!  La cuoca artefice di questa ricetta fu definita autrice di un’opera eccelsa e paragonata alla più famosa opera lirica del compositore siciliano Vincenzo Bellini.
Ricetta: Ingredienti: 500 grammi di maccheroni (ma va bene qualunque tipo di pasta), 1 chilo pomodoro maturo per salsa-4 melanzane nostrane-Un ciuffo di basilico-2 spicchi d’aglio-Olio per friggere-Sale e pepe q.b.-Ricotta salata. Procedimento. Soffriggere l’aglio interro e aggiungere al soffritto il pomodoro lavato e tagliato a pezzi con qualche foglia di basilico. Aggiustare di sale e pepe e far cuocere a fuoco basso. Quando il pomodoro sarà appassito, toglierlo dal fuoco,  passarlo al setaccio e mettere da parte la salsa ottenuta. Sciacquare le melanzane, togliere il picciolo assieme ad una parte di melanzana, tagliare soltanto una striscia di buccia praticando un taglio verticale da punta a punta (la buccia deve rimanere, tranne questa striscia). A questo punto bisogna scegliere se tagliare le melanzane a fette o a cubetti, io le preferisco a cubetti il risultato non cambia, quindi friggerle in abbondante olio e riporle su carta assorbente da cucina. Cuocere la pasta al dente, amalgamarla con la salsa di pomodoro e servire adagiandovi sopra le melanzane fritte, qualche foglietta di basilico e una bella spolverata di ricotta salata grattugiata al momento.

Sesta tappa: Villa Bellini. Dopo il pranzo proseguire per via Etnea fino ad arrivare alla Villa Bellini tempo totale:2 min circa km:2m Orari di apertura: tutti i giorni.

La Villa Bellini è un giardino pubblico considerato fra i più belli d’Europa. Intitolata al celebre compositore catanese Vincenzo Bellini, la Villa appartenne sin dall’inizio del 1700 ai principi Paternò Castello di Biscari, ed era caratterizzata da un giardino chiamato “Labirinto” per via dell’intreccio dei suoi viali. Nel 1854, la proprietà passò al Comune di Catania che commissionò a vari professionisti, ma la loro competizione non fece partire i lavori, solo in seguito fu affidato all’architetto Ignazio Landolina la trasformazione del giardino da residenza privata a parco pubblico. I lavori terminarono nel 1883 e il parco venne aperto alla cittadinanza.
“I giardini di Villa Bellini ospitano stupendi alberi secolari e centinaia di piante esotiche, i viali sono adornati da statue e busti di personaggi illustri”

Per il periodo di Novembre è possibile gustare il biscotto dedicato a Vincenzo Bellini:U N’Zuddu (vezzeggiativo siciliano del nome Vincenzo). Il nome di questo biscotto alle mandorle, è dedicato al “cigno” catanese Vincenzo Bellini.
Dolce la sua musica, dolce questo catanesissimo biscotto delle festività di ognissanti.
Ingredienti: farina, miele, zucchero, latte condensato, bicarbonato di armonio, buccia d’arancio e aromi.

Annunci

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Turisti & Turismi

Percorsi turistici ideati dagli studenti dell'Università di catania

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: