Itinerari in provincia di Siracusa

Siracusa: alla scoperta di Santa Lucia

di Valeria Scalora

Siracusa conta 123.500 abitanti ed è capoluogo dell’omonima provincia. Definita da Cicerone “ la più grande e bella di tutte le città greche,” la patria di Archimede è stata inserita nel 2005 nella World Heritage List dell’Unesco. Il nome Siracusa deriva dal termine Syraka (abbondanza d’acqua), per la presenza di ricche sorgenti.  Il viaggio nella città approda nei luoghi dedicati alla  sua patrona, Santa Lucia, tingendosi  di religiosità e folclore. Visiteremo nel quartiere “Santa Lucia” la Basilica, luogo in cui la patrona fu martirizzata, il Tempietto ottagonale al Sepolcro, le Catacombe . In seguito ci sposteremo sull’isolotto di Ortigia, che costituisce la parte più antica della città, per visitare il Duomo, dove nella navata destra si aprono diverse cappelle, tra cui quella di Santa Lucia. E infine la Chiesa di Santa Lucia alla Badia, dedicata alla Patrona siracusana.

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Informazioni su Santa Lucia:

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Secondo la tradizione, la famiglia della Santa era di nobile stirpe e ricca di possedimenti terrieri. Di Lei ci è lasciato il nome della madre: Eutichia; del padre è detto che morì quando Lucia era cinquenne appena. Probabilmente egli poteva chiamarsi Lucio.

Il martirio della giovane Lucia, nata a Siracusa nel 283, ha inizio dopo che la Santa si reca insieme alla madre Eutichia presso il sepolcro di Sant’Agata a Catania per chiedere la guarigione della madre malata. Ricevuta la grazia, Lucia viene presa da un profondo sonno durante il quale la visione di Sant’Agata le predice non solo la guarigione di Eutichia ma anche l’imminente persecuzione a cui andrà incontro. Rientrata a Siracusa, Lucia fa voto di castità e di devozione a Dio, rinunciando alla vita matrimoniale e devolvendo in beneficenza l’ingente patrimonio di famiglia. Il fidanzato impostole non accetta però la sua decisione e decide di denunciare al governatore Pascasio la scelta cristiana della giovane. Da qui inizia il martirio della Santa alla quale viene inflitta la pena del postribolo, al fine di “esorcizzarla”. Ma un evento miracoloso esaspera i persecutori: Lucia diventa inamovibile, nessuno riesce a trasportarla al lupanare. Il governatore ordina di bruciarla ma le fiamme non la scalfiscono. Lucia infine perirà decapitata da un colpo di spada.
A Siracusa la tradizione vuole che il corpo della Santa sia stato seppellito nello stesso luogo del martirio, all’interno delle catacombe cittadine, intitolate appunto alla protettrice della città. Oggi le reliquie della Santa non si trovano più a Siracusa bensì presso la chiesa dei SS. Geremia e Lucia a Venezia.
La salma nel tempo è stata più volte è stata trasferita da Siracusa a Costantinopoli e poi fino a Venezia. Da secoli storia, tradizione e religione vogliono che il 13 Dicembre sia il giorno dedicato a Santa Lucia, patrona di Siracusa. La storia della sua celebrazione ha varcato nei secoli i confini della città siciliana, passando per Istanbul, Venezia e arrivando fino a Stoccolma, dove ogni anno viene eletta la “Lucia di Svezia”.

Informazioni sul percorso turistico:

Tipo di percorso: Religioso
Durata: 1 giorno
Lunghezza: 2.0 / 2.5 km
Luogo: Siracusa
Difficoltà: media

Come arrivare a Siracusa : In aereo si arriva all’aeroporto di Catania con voli nazionali e internazionali; in nave si può arrivare al porto di Palermo ( da Napoli e Genova ) o a quello di Catania ( da Ravenna ); in auto seguire le indicazioni per Siracusa e percorrere la SS 114 – 68,2 km, 55 min; in treno si arriva direttamente alla stazione Centrale; in autobus consultare i siti:
dell’AST www.aziendasicilianatrasporti.it
dell’ Interbus www.interbus.it

Itinerario 1

Itinerario Turistico 

1° Tappa :  Partenza dal Santuario Madonna delle Lacrime. Percorrere il Viale Luigi Cadorna dopo 110 m svoltare a sinistra e imboccare la Via Ragusa, proseguire dritto e a 90 metri vi troverete sulla Piazza Santa Lucia.

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Basilica di Santa Lucia: La chiesa di Santa Lucia era considerata extra moenia ( fuori le mura) poiché isolata dalla restate parte di Siracusa, e si trova nel quartiere Santa Lucia. La chiesa, documentata già nel 1100, sorse probabilmente nello stesso luogo dove esisteva una basilica bizantina distrutta dagli Arabi. Dell’impianto di età normanna a pianta basilicale, si conserva la facciata. Successive aggiunte ne hanno modificato l’aspetto a cominciare dal XIV secolo, epoca a cui e fatto risalire il rosone della facciata. Altri interventi si ebbero nel corso del ‘600, forse ad opera di Giovanni Vermexio, che costruì poco dopo la vicina chiesa del Sepolcro (1629).

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2°tappa:  Uscendo dal lato est della Basilica, subito sulla vostra sinistra vi troverete presso il Tempietto ottagonale – il Sepolcro. Nella speranza di poter collocare le spoglie di santa Lucia in un luogo degno della sua santità, si ottennero nel seicento dei proventi da una delle gabelle più cospicue del tempo con cui si avviarono i lavori del tempietto ottagonale seminterrato, di cui fu incaricato l’architetto Giovanni Vermexio. L’interno, ricoperto a cupola, presenta un unico altare in corrispondenza del loculo sepolcrale, accogliendo la statua di Santa Lucia giacente, scolpita da Gregorio Tedeschi (1634). Questa statua, secondo una leggenda, avrebbe avuto una sudorazione miracolosa. Le macchie di ruggine visibili sulla statua vengono indicate oggi come il resto visibile di tale fenomeno.

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3° tappa: al di sotto del Sepolcro grazie all’utilizzo di una piccola scalinata accederete alle Catacombe di S. Lucia:   La catacomba di Santa Lucia si configura come il più antico documento della presenza della Chiesa a Siracusa e in Sicilia, testimoniando la vitalità della comunità cristiana già dalla prima metà del III secolo. L’area funeraria, sottostante l’attuale piazza S. Lucia, è costituita da un cimitero di comunità e da alcuni ipogei di diritto privato, risalenti  ai secoli III, IV e V. Vi sono quattro regioni (A, B, C, D), tre delle quali risultano a tutt’oggi collegate da gallerie.
La catacomba di S. Lucia, rappresenta uno dei pochi casi attestati a Siracusa in cui tre settori – regioni A, C e D -, riservati a sepolture importanti, vengono trasformati in aree di culto nel periodo successivo all’utilizzazione funeraria. Le difficili condizioni statiche del complesso ipogeo hanno limitato la fruizione della catacomba, da parte del pubblico, unicamente alla regione A che, per le caratteristiche strutturali (gallerie alte e strette e loculi impilati alle pareti), si configura come un prodotto dell’età precostantiniana.

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Piazza Santa Lucia, (ingresso dall’interno della Basilica di Santa Lucia)

Ingresso: solo per gruppi e su prenotazione
Costo del biglietto d’ingresso (la visita è guidata ed inclusa nel prezzo del biglietto):
– intero: € 6,00
– ridotto (under 15 ed over 65): € 4,00
– ridotto per gruppi e pellegrinaggi: € 4,00
– ridotto scolastico e gruppi di istruzione catechetica: € 3,00
(ingresso gratuito per gli insegnanti accompagnatori)

Dopo aver concluso il giro su Piazza Santa Lucia dirigersi verso l’isola di Ortigia. 2,0 km, 26 min

4° tappa: Procedere in direzione ovest su Via Agrigento, svoltare a sinistra e imboccare Via Piave. A 240 m imboccare Viale Armando Diaz, girare a sinistra per Via Malta. Continuare su Ponte Santa Lucia. Proseguire dritto, percorrere Corso Giacomo Matteotti e infine continuare sino a Piazza Duomo.

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Il Duomo di Siracusa, cattedrale della città, sorge sulla parte più elevata dell’isola di Ortigia, incorporando quello che era un tempio dedicato ad Atena (Minerva).
E’ fatto costruire nel V° secolo a.C. dal tiranno Gelone. Alcuni  reperti del tempio sono custoditi nel Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi” di Siracusa.

Diverse sono state le trasformazioni del tempio durante i secoli ed i primi cambiamenti, di cui si ha notizia, avvennero nel VII° secolo d.C.

In seguito al terremoto del 1693 la Cattedrale subì profonde trasformazioni. La facciata  barocca, interamente distrutta dal terremoto, venne ricostruita tra il 1728 ed il 1753 su disegno dell’architetto trapanese Andrea Palma. Dal vestibolo abbellito da due colonne  ornate, si passa all’interno diviso in tre navate. Quella centrale, presenta all’ingresso due acquasantiere in marmo del 1802. Lungo la navata laterale destra si aprono diverse cappelle. Tra queste da visitare vi è il Battistero, e la Cappella di Santa Lucia, costruita nel XVIII° secolo, che ospita un altare argenteo di Decio Furnò (seconda metà del XVIII° secolo) sul quale è posta la nicchia che accoglie il simulacro argenteo di Santa Lucia (Padrona della città), opera del palermitano Pietro Rizzo (1599).

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Uscendo da questo luogo così  caro e sacro per i siracusani,  a completamento di una affascinante Piazza Duomo sulla sinistra vedrete la bellissima Chiesa di Santa Lucia alla Badia.
S. Lucia alla Badia sembra costruita in due stili diversi: la parte inferiore è attribuita a  Picherali, mentre la decorazione dell’ordine superiore è in stile rococò.
Il portale con frontone è decorato da una cornice contenente raggi, su cui sono posti una colonna, una spada, una palma e una corona, simboli del martirio di S. Lucia.
Nella volta un affresco settecentesco con il “Trionfo di S. Lucia”. Gli stucchi furono eseguiti da Biagio Bianco di Licodia nel 1705, mentre le dorature sono del 1784 così come il restauro delle volte con gli affreschi riguardanti il miracolo del 1646.
Nell’abside, dietro l’altare maggiore, si trova la grande tela del “Seppellimento di S. Lucia” dipinta nel 1608 del Caravaggio, nel suo soggiorno siracusano; il quadro, originariamente sull’altare della chiesa di Santa Lucia al Sepolcro, dopo una serie di importanti restauri, è stato prima esposto presso la galleria di Palazzo Bellomo per poi essere collocato nella chiesa di Santa Lucia alla Badia.

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Discussione

Un pensiero su “Siracusa: alla scoperta di Santa Lucia

  1. Buon pomeriggio, Vi segnalo questo evento che si terrà sul territorio siracusano…http://www.invaldinoto.it/event/noto-premia-leccellenza-2-edizione
    Questo è link del portale ..http://www.invaldinoto.it/ dove potete trovare di tutto, dagli eventi alle strutture, per poter trascorrere al meglio la vostra vacanza. Distinti saluti

    Pubblicato da Michele | 17 luglio 2013, 14:59

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