Itinerari di provincia di Messina

Da un capo all’altro di Giardini Naxos

Di Maria Carmen Mercurio

Giardini Naxos per la sua splendida posizione geografica è una fra le più belle, rinomate e frequentate località turistiche della Sicilia. La sua origine deriva dalla fondazione dell’antica Naxos, prima colonia greca di Sicilia, avvenuta nel 735 a. C.. Con questo itinerario si attraverserà la  cittadina quasi da un estremo  all’altro alla ricerca delle tracce della sua millenaria storia.

 

Informazioni sul percorso turistico:
Tipo di percorso: Trekking urbano
Durata: circa 4 ore
Lunghezza percorso: 4 km
Luogo: Giardini Naxos (prov. ME)
Difficoltà: Facile
Punto di Partenza: Stazione Ferroviaria di Catania

 

 

Come raggiungere Giardini Naxos :
in auto: tramite l’autostrada A18 uscita casello di Giardini Naxos;
in pullman: servizio assicurato dalle autolinee ETNA e INTERBUS (terminal di Catania in Via D’Amico n.187 tel.095532716 – 0957461333);
con il treno: stazione di Taormina-Giardini situata lungo la linea ferroviaria Messina Catania

 

Itinerario:
1. Stazione Ferroviaria Taormina-Giardini
2. Colonne di epoca romana
3. Chiesa Maria SS. della Raccomandata
4. Monumento ai Caduti
5. Busto di Giuseppe Garibaldi
6. Lembo di Necropoli Ellenistico-Romana
7.  Chiesa di San Pancrazio
8. Statua del Sileno
9. Museo e Parco Archeologico Naxos
10. La Nike e la Porta di Naxos

Model

  • 1a Tappa e Punto di arrivo– Stazione Ferroviaria Taormina-Giardini

01 Stazione

L’itinerario inizia dalla stazione ferroviaria che fino agli anni ’80 è stata la principale porta di ingresso dei flussi turistici attratti da Giardini Naxos.  L’attuale edificio, progettato dall’architetto Narducci e inaugurato nell’aprile del 1928, è un pregevole fabbricato in stile liberty e si compone di un corpo centrale a due elevazioni, chiuso da due torri merlate, che prosegue lateralmente con due corpi più bassi a un piano destinati alle sale d’attesa e agli alloggi del personale. Il compito di decorare l’interno della stazione fu affidato a Salvatore Gregorietti (Palermo 1870-1952), allievo di Ernesto Basile, che oltre a progettare gli arredi in legno ed i lampadari in vetri colorati e piombati si sbizzarrì in modo particolare nei soffitti degli ambienti i cui motivi ornamentali sono ispirati alle culture arabo normanna e popolare siciliana. Così si è ottenuto un risultato che fa della stazione di Taormina Giardini una tappa turistica da visitare e non solo il luogo dal quale partire o in cui arrivare.

01 Stazione interno

2a Tappa Colonne di epoca romana

Si esce dall’atrio della stazione ferroviaria e andando a sinistra si percorre la via Nazionale e proseguendo lungo la via Roma si giunge sul lungomare Regina Margherita.

All’inizio della via Regina Margherita sono visibili due rocchi di colonne in granito grigio databili al II-III secolo d.C. recuperate nel 1999, a circa 4 metri di profondità, in prossimità della linea di costa. Esse erano parte di un carico trasportato da una nave che sorpresa da una tempesta marina si liberò del peso per cercare di evitare il naufragio; tale ipotesi è avvalorata dalla presenza di altri elementi di colonne in un vicino fondale all’interno della baia. Le colonne sono rimaste esposte nella zona antistante il luogo del ritrovamento a ricordo del tratto di mare che per tanti secoli le aveva custodite.

02 colonne

 

3a Tappa Chiesa Maria SS. della Raccomandata

Procedendo sul Lungomare si imbocca la via Giufaledda e si arriva in Piazza Padre Giammaria da Casalvecchio.

Sulla piazza sorge la Chiesa di Maria SS. della Raccomandata che fu edificata nel 1719 ed il cui nome deriva dalla consuetudine dei marinai del luogo di “raccomandare” le loro anime alla Madonna prima di intraprendere un viaggio per mare. L’edificio ha subìto diversi rifacimenti e poco rimane della struttura del XVIII secolo. La statua della “Vergine Raccomandata” è inserita in una nicchia sovrastante l’altare maggiore ed è attribuita alla scuola napoletana di Matteo Bottiglieri. Le altre opere d’arte presenti nella Chiesa sono: le statue dei Santi poste nelle nicchie dei muri laterali, una fonte battesimale datata 1703 e un dipinto su tavola del 1573 nel quale la Vergine Maria tiene in braccio Gesù Bambino tra i Santi Caterina d’Alessandria e Francesco di Paola e sullo sfondo è riprodotto uno scorcio della baia di Giardini.

03 Maria SS Raccomandata                                     03  Maria SS Raccomandata dipinto

 

4a Tappa Monumento ai Caduti

Usciti dalla Chiesa procedendo lungo la via Umberto in direzione sud si giunge nella piazza Abate Cacciola.

Qui si trova il Monumento ai Caduti con il quale, finita la Prima Guerra Mondiale, Giardini volle ricordare i propri caduti. L’opera, un possente fante su un alto piedistallo, fu  realizzata dallo scultore Anacleto Brunetto nel 1923. Nel fronte del basamento un bassorilievo rappresenta una figura femminile con un ramo di alloro che si libera delle catene per portare la notizia della vittoria; sugli altri lati sono incisi i nomi dei Caduti e il Bollettino Militare del 4 novembre 1918 che annunciava la vittoria e la fine della guerra.

Alle spalle del monumento sorge il Palazzo Municipale, un sobrio edificio ottocentesco, sul cui prospetto una targa ricorda l’assassinio del re Umberto I di Savoia avvenuto nel 1900.

04 Monumento ai caduti

 

5a Tappa Busto di Giuseppe Garibaldi

Si continua lungo la via Umberto e  dopo 50 metri si incontra uno slargo intitolato a Giuseppe Garibaldi ed al centro è collocato un mezzobusto in marmo raffigurante l’eroe dei due Mondi, opera dello scultore messinese Castore Barbera. Esso ricorda l’attraversamento e il successivo sbarco in Calabria di una colonna garibaldina salpata da Giardini Naxos la sera del 18 agosto 1860 e sbarcata a Melito di Porto Salvo all’alba del giorno successivo. Una lapide posta nel prospiciente palazzo del barone Platania ricorda l’ospitalità che Giardini diede a Nino Bixio ed allo stato maggiore dei Mille dal 3 al 18 agosto 1860.

05 Monumento a Garibaldi

 

6a Tappa Lembo di Necropoli Ellenistico-Romana

Continuando ancora sulla via Umberto e, svoltando a destra dopo 100 metri, si imbocca la via Delle Rimembranze.

Proprio all’inizio è visibile una grande teca di vetro che custodisce una serie di sepolture di periodo ellenistico-romano rinvenute durante i lavori per la realizzazione di un sottopasso ferroviario e lasciate in situ a testimonianza della frequentazione umana della baia dopo la distruzione dell’antica Naxos avvenuta nel 403 a. C.

06 Necropoli rimembranze

 

Si ritorna sulla via Umberto e si continua verso sud fino alla piazza San Giovanni dominata dalla grande Chiesa dell’Immacolata, un edificio a pianta poligonale con un’altissima guglia sormontata dalla statua della Vergine.

6 bis Immacolata bis

Superata questa, si imbocca il lungomare Tysandros, che d’estate è meta fino a tarda notte soprattutto di giovani che frequentano i diversi ristoranti, bar e locali all’aperto. Il lungomare offre anche diversi scorci della baia di Giardini abbracciando le colline dove sorgono Taormina e Castelmola.

 

Lungomare 3   Lungomare 1  Lungomare 2

 

 

7a Tappa Chiesa di san Pancrazio

Percorso tutto il lungomare Tysandros sulla destra si incontra la moderna chiesa di San Pancrazio con l’omonima piazza.

San Pancrazio era originario di Antiochia, città nell’attuale Siria, attratto dalla fama di Gesù Cristo si recò a Gerusalemme con suo padre ed ebbe la straordinaria occasione di vedere con i suoi occhi il Redentore. Dopo la morte di Gesù fu battezzato e consacrato vescovo da San Pietro che lo incaricò di diffondere la fede cristiana in Sicilia sbarcando a Naxos il 9 luglio del 42 d. C..
Il tribuno di Taormina Giovanni Romano Denti fece innalzare nel 1691, nel punto presunto dello sbarco, una statua di marmo che lo raffigura e sul cui basamento furono riprodotti alcuni episodi relativi alla sua vita ricca di episodi miracolosi. L’attuale chiesa di San Pancrazio fu costruita nel 1957 e la statua fu collocata nella posizione attuale nel 1962.

07 SanPancrazioChiesa

 

8a Tappa statua del Sileno

All’estremità meridionale della piazza di san Pancrazio, rivolta verso il mare, si trova la scultura bronzea del Sileno opera dello scultore Domenico Tudisco.

La statua è un segno del filo che unisce Giardini Naxos alle sue antichissime origini. Il Sileno, simbolo della fecondità, è sempre presente nella monetazione di Naxos fino alla distruzione della città avvenuta nel 403 a.C. Esso, secondo la mitologia greca, era una divinità dei boschi e della natura selvaggia: figlio di Pan, aveva aspetto umano con coda ed orecchie equine. Era costantemente ubriaco e trascorreva il tempo inseguendo le ninfe dei boschi con atteggiamenti osceni.

08 Sileno

 

9a Tappa Museo e Parco Archeologico Naxos

Procedendo in direzione sud e percorsa tutta la via Naxos con il Lungomare si arriva a Capo Schisò dove ha sede il Museo e il Parco Archeologico dell’antica Naxos.

Orario di apertura: tutti i giorni dalle ore 9,00 ad una ora prima del tramonto.

Biglietto di ingresso:   2 € intero
1€ ridotto
Gratuito sotto i 18 anni e oltre i 65
 

Il museo si sviluppa su due padiglioni: nel primo, un moderno edificio a due piani, sono conservati i reperti provenienti dagli scavi effettuati nel sito dell’antica Naxos esposti seguendo un criterio cronologico e topografico; nel secondo edificio, un basso torrione quadrangolare costruito nel ‘500 sono visibili i ritrovamenti sottomarini recuperati in maggioranza nel mare di Naxos. Dopo la visita al museo si può accedere alla vasta area archeologica e, seguendo un percorso che ricalca in parte il tracciato di una strada del V secolo a. C., raggiungere il versante meridionale delle mura di cinta.

09 ingresso Museo     Interno museo 2    interno museo

10a Tappa La Nike e la Porta di Naxos

Terminata la visita al Museo si ritorna sul lungomare e proseguendo si supera sulla sinistra il molo del porto e si imbocca il lungomare Calcide Eubea dove troviamo due sculture: La Nike e la Porta di Naxos.

La Nike, opera dello scultore Carmelo Mendola, venne eretta per ricordare il gemellaggio dichiarato solennemente il 27 novembre del 1965 tra Giardini Naxos e Calcide Eubea. La statua è situata nell’estrema punta di Capo Schisò e guarda verso il mare che condusse su queste rive le navi dei coloni provenienti dalla Grecia.
La porta di Naxos fu eretta in occasione del gemellaggio tra Naxos di Sicilia e Naxos delle Cicladi celebrato il 29 ottobre del 2000. La scultura ricalca la più caratteristica immagine di Naxos delle Cicladi. Il monumento simboleggia la porta d’ingresso alla città ma anche un’apertura verso lo scambio tra popoli e culture.

10 Nike                   10a Porta di Naxos

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  1. Pingback: Da un capo all’altro dei Giardini Naxos – On Line Sicilia - 5 aprile 2017

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