Itinerari di provincia di Catania

Itinerando tra le antiche chiese vizzinesi…

Di Michele Giampiccolo
giampiccolomichele@gmail.com

Ho scelto di dar vita a questo percorso basato sulla riscoperta dei più importanti luoghi di culto attivi e non, perchè penso sia estremamente interessante e contemporaneamente proficuo ai fini di un molteplice arricchimento per ognuno di noi.

Informazioni sul percorso turistico:
Tipo: religioso
Durata: 1 giorno
Difficoltà: facile
Luoghi: Vizzini
Partenza da Catania (stazione centrale).
Tempo impiegato per il tragitto da Catania a Vizzini: 1 ora e 45 minuti circa.
Lunghezza totale percorso: 3,8 km
Durata:3 ore circa

Qui la possibilità di controllare gli autobus e i relativi orari: www.aziendasicilianatrasporti.it o www.interbus.it

ecco il percorso che faremo:

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Vizzini è un piccolo borgo situato nella zona sud orientale della Sicilia  ubicato su tre colli, “castello”, “maddalena” e “calvario”. Ha subito numerosissime egemonie che ne hanno fatto cambiare il nome di volta in volta: da “Bidi” a “bidini”, “bizini”, “vizini” e infine quello attuale “Vizzini”. Nel 1693 fu completamente distrutto e poi ricostruito a causa di un terremoto disastroso. È grande il patrimonio storico artistico e culturale che esso offre, dagli stupendi edifici in stile barocco alle tortuose stradine in stile medievale, oltre a contendersi con Catania come probabile luogo natio del famosissimo scrittore verista Giovanni verga. Alla fine dell’800 a Vizzini esistevano 40 edifici ecclesiastici , tutti attivi. Allora Vizzini contava 24.000 abitanti e la popolazione era molto religiosa , tuttavia oggi è impensabile la proliferazione di tali strutture religiose. Per esempio solo nel quartiere alto della matrice ,in un raggio di 200 metri appena, avevamo addirittura 7 chiese.

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1° Tappa (A): Arrivo in Piazza Umberto I°: è la piazza principale di Vizzini, in origine il suo nome recava “piazza San Ippolito”, dalla chiesa omonima annessa ad un convento di padri gesuiti. Di fronte abbiamo il municipio costruito in ordine neoclassico a 3 ordini architettonici.

2° Tappa (B): Proseguendo verso la prima chiesa (San Antonio) attraversiamo Via lombarda: quartiere di “Jeli il pastore” celebre personaggio verghiano del “mondo dei vinti”. Passando per questa viuzza si può ammirare lo splendido panorama  sottostante , la “Cunziria” e “La valle dei mulini”; la prima fu sede del famosissimo duello tra “compare Alfio” e compare “Turiddo” nella “Cavalleria Rusticana”.

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3° Tappa (C): Chiesa di S.Antonio:  in via San. Antonio  abbiamo la chiesa omonima in cui si scorge un campanile curioso, alla sua destra un rudere che vi si appoggia è ciò che rimane di un’antica torre inserita nelle mura di fortificazione che cingeva la città prima del terremoto del 1693. La porta d’ingresso con arco a pieno centro è della seconda metà del XVI secolo. La chiesa era sede di una confraternita .



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4° Tappa (D):  Chiesa di Santa lucia e convento della Santissima Annunziata: la tradizione  vuole che San. Antonio da Padova in persona , all’interno del chiostro abbia celebrato la messa nel 1225,. La struttura rovinò purtroppo a seguito del terremoto del 1693. All’interno della chiesa abbiamo pregevolissimi affreschi, come L’annunciazione di Maria santissima  e  San Francesco orante  in cornici agghindate in stile rococò.


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5° Tappa (E): Chiesa di San Michele arcangelo: la chiesa venne edificata in tempi antichi a pochi passi dalla chiesa dell’Annunziata. Venne distrutta dal terremoto e ricostruita nella stessa posizione agli inizi del “700. Interessante è il prospetto a est con il campanile e con un rosone e una finestra neogotica. In essa esisteva una confraternita sotto il titolo di “San Michele”. La chiesa è stata aperta al culto dei fedeli i quali festeggiavano tutti gli anni l’anniversario del santo, tuttavia nel 1950 un colpo di fulmine distrusse il campanile che cadde e ne compromise il tetto, rendendo inagibile l’intera struttura che è tuttora in attesa di essere ristrutturata. I suoi cimeli all’interno vennero trasportati nella chiesa di San Vito.

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6° Tappa (F): Chiesa della madonna del pericolo: la chiesa è piccolissima, a una sola navata e ha il prospetto del XVIII sec. restaurato nel 1837. A sinistra si trova una grotta con un altare sul quale abbiamo un dipinto( olio su tela) di mezza figura della Madonna col bambino Gesù. All’ingresso della grotta una lapide  cita “A PERICULUS CUNCTIS LIBERA NOS SEMPER VIRGO GLORIOSA ET BENEDICTA”. Si pensa che nella prima era cristiana a seguito delle persecuzioni, i neofiti si recassero qui per pregare dio occultamente. Oggi la madonna è venerata  e idolatrata per i miracoli, e tale  luogo è diventato per tale motivazione meta di pellegrinaggi.

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7° Tappa (G): Piazza matrice e Chiesa Madre:  non abbiamo fonti attendibili riguardo  l’epoca certa della fondazione della “Chiesa madre”, è certo invece che fu fondata sull’antichissima casa giuratoria.  La composizione dei vari ordini architettonici è variegata:  il composito  nell’abside e nella prospettiva a sud;  il barocco nelle cappelle laterali . Il soffitto è in legno riccamente decorato di arabeschi in oro zecchino, segno di rimaneggiamenti  in epoche diverse.  La civetta è testimonianza della dea minerva, simbolo d’alleanza tra bidinesi e atenesi. All’interno abbiamo decorazioni di gusto rococò e una ramificazione plastica tipica del gusto tardo barocco,  il dipinto del martirio di S. Lorenzo di Paladino  della Scuola del Caravaggio, La Madonna della Mercede, San Gregorio magno e la sua statua sono altri cimeli fruibili.

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8°Tappa (H): Basilica di San Vito:  la tradizione vuole che sia stato un  antico oratorio occulto sito in antiche grotte e che al tempo dei cristiani recasse il nome di spirito santo. Armoniosa facciata tardo barocca e campanile con mosaico arabeggiante. All’interno abbiamo una struttura a 3 navate e un prezioso altare della scuola del Gagini XVI sec.

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9° Tappa (I): San Nicolò: Era anticamente  pertinenza di Santamaria dei greci. Terzo priorato dei benedettini sotto il governo del priore. Nel 1731 fu posta in osservazione di detta chiesa la “congregazione dei bianchi” formata da soli nobili. Porta gotica. Oggi rimane poco dell’intera struttura.

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10° Tappa (J): Chiesa di San. Agata: fu fondata nel 1390  ma venne ricostruita dopo il terremoto del 1693 ed il prospetto a due campanili è un’aggiuntiva opera realizzata da un capomastro vizzinese. L’interno del XVIII sec. è a 3 navate, abbiamo una pala d’altare del Bonino, un Crocifisso in stile bizantino e una ricchissima cappella del sacramento in stile rococò. In quest’ultima il Verga volle celebrato il matrimonio tra bianca Trao e Mastro don Gesualdo e si conserva l’urna della confraternita a cui era affiliata bianca.

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11° Tappa (K): Piazzetta Santa Teresa: “nella Cavalleria Rusticana”  nota rappresentazione teatrale verghiana,  troviamo l’osteria della “Gna Nunzia” dove Alfio e Turiddo si scambiarono il bacio della sfida,  e dai gradini della adiacente chiesetta di Santa Teresa, Santuzza lanciò a Turiddo la famosa maledizione “a te la mala pasqua”!!!!!!!

image050 la chiesetta di santa teresa: venne costruita nel 1645,  danneggiata dal  terremoto del 1693 e ristrutturata nel 1705. In origine era dedicata alle anime del purgatorio e poi per volontà delle monache benedettine venne dedicata a Santa Teresa d’Avila. All’interno abbiamo preziosi dipinti di fine 600” e una statua dedicata alla santa risalente al “700.

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12° Tappa (L): Chiesa parrocchiale di San Sebastiano: è stata l’ultima delle cinque parrocchie di Vizzini in ordine di tempo proclamata dopo il 2* conflitto mondiale, la storia di questa chiesa è collegata a quella dell’attiguo convento dei padri domenicani. La struttura è ad una sola navata ,  nell’altare maggiore poggia un grande dipinto della madonna Santissima del rosario risalente al 1503 del pittore Filemone. Nel soffitto la figura del padre eterno ed attorno  i quindici misteri del rosario. Abbiamo una statua di San Sebastiano martire di notevoli dimensioni. La costruzione della porta principale d’ingresso è ristrutturazione di un capomastro vizzinese.

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13° Tappa (M): Chiesa di Santa Maria di Gesù: tale chiesa venne edificata nel 1469 a 3 navate. Successivamente al terremoto venne riedificata con una sola navata. All’interno grandissimo valore artistico reca la statua marmorea della vergine santissima delle grazie “ la madonna bianca, opera dello scultore Antonello Gaggini del 1527. Incorporato fra la chiesa e il convento vi è un chiostro agghindato in stile floreale.

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14° Tappa (N): Basilica di San Giovanni Battista: è la più grande chiesa di Vizzini e una fra le più grandi diocesi di Caltagirone. Secondo alcune fonti la chiesa fu ingrandita nell’anno 1528 con il concorso dell’università di vizini che vi spese 40 once.  La struttura è stata costruita su materiale di riporto nonostante l’area fosse altamente sismica. All’interno, la basilica si presenta a croce latina a tre navate di tipo tardo rinascimentale . Nel fondo dell’abside troneggia l’organo in stile rococò . La bellissima custodia e l’organo ebbero principio nell’anno 1530 e furono portati a fine nel 1547. Altra memoria è un quadro del pittore Paladino del 1610.

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