Itinerari di provincia di Catania

Catania in epoca romana

Di Peci Irene

La città di Catania è ricca di monumenti che rispecchiano epoche differenti come quella barocca, bizantina e quella romana, di cui noi ci interessiamo particolarmente. Catania, nei secoli II-III, fu considerata insieme a Siracusa tra i primi centri dell’impero romano. I monumenti presenti ancora oggi furono ritrovati, dopo la colata lavica dell’Etna che coprì gran parte di Catania, e successivamente intorno al 1700 fu grazie al principe Biscari che riscopri una parte di essi portandoli alla luce, mentre ancora oggi molti monumenti si ritrovano sotto Catania.

Informazioni sul percorso turistico:

  • Tipologia di percorso: trekking urbano
  • Durata: circa 3 ore 3 ore e mezza
  • Lunghezza percorso: 2 km
  • Luogo: centro storico di Catania
  • Difficoltà: facile
  • Punto di partenza: Piazza Duomo

Itinerario:

  • 1 Terme Achilliane
  • 2 Terme Romane dell’Indirizzo
  • 3 Teatro Romano
  • 4 Anfiteatro

Ultimo

 

Prima tappa e punto di partenza : Duomo e Terme Achilliane

Arrivo in piazza Duomo, da qui ci si reca alle “Terme Achilliane”, situate sotto la cattedrale di S. Agata, sono uno degli edifici di età imperiale romana più conosciuti. Il monumento venne scavato nel Settecento, dal principe di Biscari  dopo il terremoto del 1693 ed egli riuscì a  scoprire solo una parte del grande complesso termale mentre la parte dell’edificio oggi visitabile è costituita da: una sala centrale a pianta rettangolare con al centro una vasca originariamente rivestita in marmo così come la pavimentazione. Un accurato restauro ad opera della Soprintendenza, permette di rendere agibili le terme, grazie a delle pompe di risucchio delle acque del fiume Amenano ancora attivo e attraversa parte delle terme, e di scorgere alcuni stucchi rappresentanti amorini,animali, viticci e grappoli d’uva. Infatti inizialmente, si pensava che fossero state costruite in nome di Bacco, ma secondo altri studiosi si pensa che fossero state costruite in nome di Achille o di una famiglia nobile del tempo costruttrice dell’edificio. Infine troviamo resti di un’epigrafe in lingua greca, il cui significato rimane un pò un mistero.

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Seconda tappa: Terme dell’ Indirizzo

Da Piazza Duomo si va a sinistra dove si attraversa la pescheria in via Garibaldi, si prosegue per via Gisira e si arriva in Piazza Currò.

Le terme dell’Indirizzo, edificio termale, che prende il nome dall’ex convento di S. Maria dell’Indirizzo che successivamente e ancora attualmente viene utilizzato come edificio scolastico. Il grande edificio termale è in ottime condizioni, grazie al fatto che venne inglobato nella costruzione dell’ex convento, infatti conserva frammentariamente resti di fornaci, che servivano per il riscaldamento degli ambienti termali e delle acque che vi scorrevano. Inoltre, la struttura solitamente veniva divisa in tre sale fondamentali: il frigidarium (per il bagno freddo), il calidarium (per quello caldo) e il tepidarium (zona intermedia per l’assuefazione dei bagnanti); In epoca Romana, le Terme erano edifici pubblici con rilevante ruolo sociale, con funzioni legate non solo alla cura del corpo attraverso bagni curativi, ma erano considerati, dal punto di vista sociale, anche luoghi di incontri, di lettura. Oggi le Terme rimangono chiuse al pubblico a causa della poca affluenza di turisti interessati alla visita, infatti è necessario fare una richiesta alla Sovrintendenza per ottenere l’accessibilità, che di conseguenza è un pò ristretta.

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Terza tappa: Teatro Romano

Da Piazza Currò si prosegue dritto per via Auteri e si arriva in via Vittorio Emanuele si gira a sinistra pochi metri più avanti si trova il Teatro Romano.

Il teatro Romano, maestosa struttura di epoca romana quasi in ottime condizione, dato che in parte è rovinata dal fiume Amenano, ancora attivo che ostacola la fruizione e l’utilizzazione dell’orchestra del teatro causandone la rovina della stessa pavimentazione in marmo. Nonostante ciò, il teatro ancora oggi si presenta con una forma a semicerchio, formato da tre ambulacri a forma crescente costruiti sulla collina, dalla cavea costruita in marmo, pietra lavica e pietra calcarea (la loro combinazione crea una raffinata visione di colori) e divisa in tre ordini, l’orchestra era il luogo in cui i cori si esibivano in danze e canti. Affiancato vi è il piccolo odeon costruito in pietra lavica e mattoni ad ovest del teatro, all’altezza del terzo ambulacro, aveva una capienza di 1500 persone ed era utilizzato per manifestazioni musicali e concorsi di poesia. Ricordiamo, che ancora oggi il teatro è soggetto a ristrutturazioni, accorgimenti e manutenzione, affinchè si possa conservare al meglio.

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Nell’antichità vi fu un eccessivo abusivismo edile dove moltissimi edifici ed abitazioni furono costruiti a ridosso del teatro, infatti vi è la presenza di una vecchia via “Via Grotte” e un antica casa “Casa Liberti”, ancora in ottime condizioni ristrutturata e abbellita in piccolo museo che raccoglie resti archeologici rinvenuti nella casa stesso e nel teatro.

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Quarta tappa: Anfiteatro

Si prosegue per via Vittorio Emanuele, si arriva in piazza Duomo e a destra si sale per via Etnea fino a raggiungere piazza Stesicoro, sulla sinistra si trova l’Anfiteatro.

L’Anfiteatro Romano risalente alla metà del II secolo a.C., portato in vita dal re Vittorio Emanuele III nel 1907, dato che un tempo era posto sotto la città e completamente ricoperto dalla lava vulcanica; Oggi invece una piccola parte è perfettamente visibile ma tuttora a un livello più basso dalle strade. Da notare che la tecnica costruttiva dell’ Anfiteatro è uguale alla tecnica costruttiva del Teatro Romano, ciò fa pensare che furono costruiti entrambi nello stesso periodo; Infatti l’anfiteatro è composto da pietra lavica e mattoncini (stesso materiale impiegato nell’Odeon del Teatro Romano), ed è formato anch’esso da una cavea divisa in tre ordini crescenti e corrispondenti alle arcate esterne, un podio e gli ambulacri,e delle gradinate disposte su tre piani inizianti dall’arena. Ma oggi rimane visibile solo il primo ordine e qualche traccia del secondo ordine che si trova in via Manzoni ma non è reso fruibile purtroppo, mentre il terzo ordine che si trovava in via Crociferi venne completamente distrutto sotto richiesta del Senato Catanese che non lasciò alcuna traccia. L’arena aveva una capienza di 15.000 spettatori seduti e si poteva raggiungere quasi il doppio grazie all’aggiunta di impalcature per i posti in piedi, come ad esempio il “Velarium” che proteggeva gli ospiti in caso di pioggia o forte caldo. Attualmente in una parte dell’ arena, possiamo osservare alcuni frammenti di colonne, frontoni e alcuni affreschi decorativi tra i quali si può osservare un frammento di una scritta in latino, che gli studiosi sostengono che fu scritta in nome di S. Agata come protettrice del popolo. Infine, ricordiamo che l’Anfiteatro era un luogo dove avvenivano scontri tra gladiatori e belve feroci o combattimenti fra gladiatori stessi.

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